“Sono innamorato di città che non ho mai visitato e di persone che non ho mai incontrato.” (John Green)
Ci sono città che iniziano ad appartenerci prima ancora di metterci piede.
Le immaginiamo.
Le sogniamo.
Le costruiamo dentro di noi con dettagli che forse non esistono, ma che sentiamo veri.
Perugia è una di quelle città.
La immagini arroccata, con le sue mura etrusche che custodiscono secoli di storia. La pensi fatta di vicoli che salgono lentamente, di scalinate che sembrano portare verso qualcosa di più alto, non solo fisicamente.
Prima di arrivarci, la senti già tua.
La immagini silenziosa al mattino, quando la luce accarezza Piazza IV Novembre. La immagini viva la sera, tra studenti e musicisti di strada, con quell’aria un po’ sospesa che appartiene alle città universitarie.
E poi ci arrivi davvero.
E ti accorgi che la realtà non cancella il sogno, lo completa.
Perché forse è vero: ci innamoriamo prima dell’idea, poi del luogo.
E in quell’innamoramento c’è tutta la magia del viaggio.
Non partiamo solo per vedere.
Partiamo per riconoscere ciò che, in qualche modo, avevamo già dentro.
E allora sì, continuiamo a innamorarci di città mai viste.
Perché è proprio da quell’innamoramento invisibile che nasce il desiderio di partire.