“A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.” (Michel de Montaigne)
Non sempre si parte per cercare qualcosa.
A volte si parte perché si sente il bisogno di lasciare indietro.
Un pensiero, un’abitudine, un rumore che non ci appartiene più.
È un movimento istintivo, quasi silenzioso.
E non ha bisogno di spiegazioni.
Aosta è il luogo perfetto per questo tipo di viaggio.
Qui, tra le montagne che chiudono e allo stesso tempo aprono,
si respira una sensazione di passaggio continuo.
Strade che conducono oltre, verso valichi e confini,
come se ogni direzione fosse una possibilità.
Le pietre del Teatro Romano raccontano di chi è passato prima,
di chi ha attraversato,
di chi forse, come noi, sapeva solo di dover andare.
Camminando tra archi antichi e piazze silenziose,
capisci che non serve avere una meta precisa.
Che non tutto deve essere chiaro, definito, programmato.
Perché il viaggio, a volte, è proprio questo:
uno spazio aperto tra ciò che lasci e ciò che ancora non conosci.
E in quello spazio, sospeso e incerto,
può nascere qualcosa di nuovo.
Non perché lo stavi cercando.
Ma perché hai avuto il coraggio di partire.